Il Comune di Riva del Garda è il primo in Regione a ricevere la targa realizzata dalla Fip e da Panathlon che riporta la Carta dei diritti del ragazzo nello sport (promulgata dall’Onu nel 1992) e la Carta dei doveri del genitore nello sport (recente iniziativa di Panathlon), per l’affissione nelle palestre comunali e nei campi sportivi.
La cerimonia ufficiale di consegna al sindaco Adalberto Mosaner (al centro nella foto) si è tenuta nel pomeriggio di lunedì 14 gennaio, a cura di Mauro Pederzolli, presidente del Comitato regionale Fip Trentino-Alto Adige (a sinistra nella foto), e Giuseppe De Angelis, presidente di Panathlon International Club di Trento.
Il tema è purtroppo non di rado all’attenzione dei media, in particolare per episodi in cui i genitori dei ragazzi impegnati in attività sportive eccedono ampiamente i limiti del normale e sano spirito agonistico, pretendendo dai figli risultati di prim’ordine e più spesso non riuscendo a tollerare quelli sotto le aspettative, con reazioni a volte violente nei confronti di allenatori e arbitri, che nulla dovrebbero aver a che fare con lo sport giovanile. L’iniziativa della targa nasce dal protocollo d’intesa con cui nel dicembre 2017 il Comitato regionale Trentino-Alto Adige della Fip e il Club di Trento di Panathlon International si sono impegnati a favorire il fair play in tutte le competizioni delle categorie giovanili e senior promosse dalla Fip e a dare risalto ai valori etici nello sport, con il preciso intento di incrementare i rapporti e la cooperazione tra le società operanti sul territorio regionale. Inoltre l’accordo prevede espressamente l’impegno a promuovere la Carta dei diritti del ragazzo nello sport e a divulgare la Carta dei doveri del genitore dello sport in tutto il Trentino e nell’Alto Adige. Per questo è stata realizzata la targa, che il Comune di Riva del Garda è il primo a ricevere e (cosa che sarà fatta a breve) ad affiggere nei luoghi dello sport di propria competenza.
«Ritenendo che il concetto di fair play nello sport sia molto esaltato ma poco praticato e che l’aspetto competitivo delle gare possa offuscare il concetto stesso del fair play se si persegue la vittoria a tutti i costi -si legge nel testo del protocollo d’intesa- auspichiamo che l’atteggiamento degli allenatori, dei dirigenti, degli adulti tifosi sia esempio di correttezza e lealtà. Se questi ultimi da una parte dichiarano di perseguire i valori educativi dello sport, ma poi si irritano davanti a una sconfitta, allora trasmettono valori contraddittori e imbarazzanti. La crescita equilibrata degli atleti è basata sull’autenticità e la coerenza dei comportamenti di chi gravita nell’ambiente sportivo, sull’integrità morale e intellettuale degli educatori e allenatori, sui valori trasmessi dai genitori dei ragazzi, dunque è questo che dobbiamo preoccuparci di garantire. Il principio di lealtà nello sport esprime e riassume in sé lo spirito competitivo e le finalità della pratica sportiva; incorpora i concetti di amicizia, di solidarietà, di rispetto per se stessi e per gli altri; include la lotta all’imbroglio, all’illecito, alle astuzie al limite della regola; implica la lotta al doping, l’impegno alla non violenza sia fisica sia verbale; dissuade dalla commercializzazione del fenomeno sportivo».
Carta dei diritti del ragazzo nello sport
Tutti i ragazzi hanno diritto di:
praticare sport;
divertirsi e di giocare;
vivere in un ambiente salutare;
essere trattati con dignità;
essere allenati ed educati da persone competenti;
ricevere un allenamento adatto alla loro età, ritmo e capacità individuale;
gareggiare con ragazzi dello stesso livello in una idonea competizione;
praticare lo sport in condizioni di sicurezza;
usufruire di un adeguato periodo di. riposo;
avere la possibilità di diventare un campione oppure di non esserlo.
Carta dei doveri del genitore nello sport:
1. la scelta della disciplina sportiva preferita spetta ai miei figli in totale autonomia e senza condizionamenti da parte mia;
2. mio dovere è verificare che l’attività sportiva sia funzionale alla loro educazione e alla loro crescita psico-fisica, armonizzando il tempo dello sport con gli impegni scolastici e con una serena vita familiare;
3. eviterò ai miei figli, fino all’età di 14 anni, pesanti attività agonistiche, salvo discipline formative, privilegiando lo sport ludico e ricreativo;
4. li seguirò con discrezione, con il loro consenso, se servirà ad aiutarli ad avere con lo sport un rapporto equilibrato;
5. non chiederò agli allenatori dei miei figli nulla che non sia utile alla loro crescita e commisurato ai loro meriti e potenzialità;
6. dirò ai miei figli che per essere bravi sportivi e sentirsi felici nella vita non è necessario diventare dei campioni;
7. ricorderò loro che anche le sconfitte aiutano a crescere perché servono per diventare più saggi;
8. indicherò loro i valori del Panathlon come fondamento etico per affrontare una corretta esperienza sportiva;
9. al loro ritorno a casa non chiederò se abbiano vinto o perso ma se si sentano migliori né chiederò quanti gol abbiano segnato o subito o quanti record abbiano battuto, ma se si siano divertiti;
10. vorrò specchiarmi nei loro occhi ogni giorno e ritrovare il mio sorriso giovane.
Panathlon International
Panathlon (dal greco pan= tutto e athlon=sport) è un’associazione culturale in campo sportivo che ha l’obiettivo dell’affermazione dell’ideale sportivo e dei suoi valori morali e culturali quale strumento di formazione ed elevazione della persona e di solidarietà tra gli uomini e i popoli. È stata fondata a Venezia il 12 giugno 1951 dal col. Mario Viali e da altri 24 fondatori, fra i quali il conte Ludovico Foscari che ne ha proposto il nome e coniato anche il motto. L’associazione, cresciuta dapprima in Italia, è divenuta internazionale a partire dal 14 maggio 1960 col nome di Panathlon International. Quest’ultima è riconosciuta dal Comité International Olympique fin dal 1982 ed è associata a Sport Accord, International Council of Sport Science and Physical Education (Icsspe) e Comitato Internazionale per il Fair Play (Cifp).
Fip (Federazione Italiana Pallacanestro)
La Federazione Italiana Pallacanestro è l’organo di governo della pallacanestro in Italia. Costituita nel 1921, ha sede a Roma ed è affiliata al Coni (Comitato olimpico nazionale italiano). A livello internazionale è membro della Fiba (International Basketball Federation), nelle cui competizioni (mondiali e continentali) è rappresentata dalle proprie squadre nazionali (maschile e femminile). A livello interno ha giurisdizione disciplinare sulle attività dei vari campionati nazionali che vengono organizzati tramite le Leghe cestistiche di competenza oppure, per le divisioni inferiori, tramite i propri comitati regionali.

