Abbiamo bisogno di ostentare tutto, di mettere in mostra ogni evento, viaggio, hobby, passione ecc., costi quel che costi e ad ogni costo.
Non siamo più in grado di tenere per sé i momenti personali, c’è assoluto bisogno di esibire e mettere in mostra a tutti ciò che abbiamo appena vissuto.
Riusciamo ad avere migliaia di “amici virtuali” (conoscendone abitudini, passioni ed ogni spaccato della loro giornata) senza, magari, conoscere il nostro (o i nostri) vicino/i di casa.
Per fare ciò siamo disposti a rischiare oltre il necessario: abbiamo avuto notizie di giovani caduti da tetti o da altre altezze particolari per mostrare uno “scatto da brivido”; molte persone, ma anche bambini, sono state oggetto di incidenti stradali, o hanno perso la vita, per una ripresa video in macchina per mostrare velocità o per un semplice videomessaggio in diretta Facebook.
Non ci basta più vivere i momenti; occorre mostrarli a tutti, altrimenti valgono meno (per qualcuno nulla).
Oltre a questa necessità, i social, stanno diventando una “piazza virtuale” dove si affrontano una moltitudine di argomenti, scambiando opinioni o, addirittura, arrivando ad ogni genere di faziosità – sportiva, politica, di gusto o di appartenenza – in grado di scatenare una particolare rabbia.
Perché è più facile parlare da dietro una tastiera mentre, con molta probabilità, abbiamo perso l’abitudine ad un confronto diretto, personale e rispettoso di chi abbiamo di fronte.
Facciamo dei post filosofici o frasi celebri di filosofi, poeti, scienziati o letterati di caratura mondiale, dove invitiamo gli “amici virtuali” alla riflessione e ad un atteggiamento positivo verso la vita; salvo poi, dopo qualche minuto, lanciare messaggi minacciosi verso chi sostiene un’idea o un’appartenenza diversa dalla nostra.
La mia domanda è: MA DOVE VOGLIAMO ARRIVARE ???
Proviamo a fermarci un momento per chiederci se possiamo cambiare il nostro rapporto con i social network; se riusciamo a gestire i tempi social abbinandoli a momenti “vital” (di vita vissuta), per ritrovare una modalità di rapporto interpersonale, forse, smarrita.
Non perché lo dico io, ma perché in molti stanno evidenziando questa necessità.
Qualche giorno fa, Tommaso Clemente, proponeva sulla stampa locale una riflessione ed un richiamo ai valori umani che, probabilmente, abbiamo perso di vista.
Lo propongo a chiunque abbia voglia di riflettere su quanto i social ci stanno cambiando e stanno modificando la nostra esistenza.

