
Mai come in questo periodo, per tutti surreale, c’è bisogno di un grande sforzo ed una necessità di lavorare fianco a fianco, senza badare a chi dirige, chi esegue o chi è costretto a restare fermo.
Va raggiunto un obiettivo comune: ritornare prima possibile alla normalità.
Per questo mi aspetterei un approccio diverso anche dalla politica.
Non è questo il momento dei personalismi, della ribalta o dell’uno contro l’altro; sono forse un sognatore nel sperare che, almeno oggi, ci possa essere un modo diverso di affrontare la giornata politica? Probabilmente sì.
Oggi la previsione è che “alla luce della Direttiva 2/2020 del Ministero della Pubblica Amministrazione, le riunioni dei consigli comunali sono possibili solo per attività indifferibili”. Tradotto in parole semplici solo per questioni che non si possono assolutamente posticipare nel tempo.
Sulla base di questa previsione e dove i comuni hanno il proprio personale diviso tra ferie, telelavoro (con i relativi tecnici impegnati nella soluzione dei problemi ad esso collegati), ed una miriade di problematiche incalcolabili connesse all’emergenza, per alcuni risulta irrinunciabile la necessità di individuare uno strumento che permetta di riunirsi in maniera telematica.
Da sognatore mi aspetterei che l’emergenza spingesse a mettere da parte i posizionamenti politici ed a scegliere di essere tutti dalla stessa parte, dialogando e segnalando iniziative evitando le normali formalità. Svolgere il proprio ruolo pubblico affiancando l’Amministrazione Comunale, rinviando al domani le considerazioni, le critiche ed il confronto politico.
Dare fiducia per averne, evitare le polemiche per essere davvero incisivi sulle esigenze dell’emergenza, questo dev’essere l’obbiettivo principale per tutti.
Ognuno di noi sta rivedendo il proprio modo di vivere la giornata a causa delle restrizioni, cercando ogni strategia per superarla nel modo migliore.
Ritengo che anche la politica dovrebbe rivedere il proprio approccio.
