Ragionamenti, temi, confronto, idee e rispetto: questi sono, da sempre, le basi per costruire un dibattito politico. Questo non significa che, fino ad oggi, l’agone politico si concretizzasse tra fiori e carezze.
I toni possono anche raggiungere una certa animazione senza, però, mai valicare il limite dell’offesa o il venir meno del rispetto della persona.
Mi è sempre stato insegnato che, chiunque ricopra ruoli di rilievo ed in vista, ha l’onere di fungere da esempio di stile e compostezza, per evitare di essere il motivo o la giustificazione per comportamenti inaccettabili.
La velocità della comunicazione, i vari canali di diffusione uniti al cambiamento della società, orientata sempre più alla ricerca delle altrui colpe, senza la benché minima analisi di sé stessa, diventa materiale facilmente infiammabile se le micce partono proprio dalla politica.
Oggi si sono, forse, smarriti alcuni principi che dovrebbero regolare i normali rapporti tra le persone, alimentando con toni e termini, non proprio adeguati, la denigrazione dell’avversario.
Se viene affermato qualcosa che non si condivide, spesso, si ricorre all’utilizzo di termini od aggettivi che hanno il preciso intento di squalificare la persona che ha esternato il pensiero; magari senza proporre un contradditorio con propositi costruttivi.
Non ritengo sia questa la strada per costruire un dibattito ed un confronto che possa portare soluzioni positive; credo sia il metodo migliore per alimentare rabbia, cattiveria ed odio.
Voglio precisare che la mia analisi non si rivolge ad un preciso colore politico ma, in generale, abbraccia ogni aspetto della vita sociale.
Il mio obbiettivo vuole indirizzare ognuno di noi ad una riflessione circa l’andamento del confronto politico e, in generale, anche di quello della vita quotidiana.
Non stiamo rischiando di esasperare ogni situazione nel modo meno idoneo?
Vivo, nel mio piccolo, un’esperienza politica e ricopro un ruolo visibile: sento il dovere di essere un esempio positivo per chiunque possa osservare il mio operato; cosi come credo che anche la politica (ma anche qualsiasi persona nei propri rapporti interpersonali) debba assumere l’onere di tale principio.
Non stiamo esagerando? Questo è il mio dubbio ed una domanda, che rivolgo ad ogni persona, per invitare ad un ‘analisi. Potrebbe essere un primo passo per riflettere del nostro futuro.
