Da appassionato ma anche da persona all’interno del basket non posso che rammaricarmi della scelta di rinviare “a data da destinarsi” la realizzazione del palazzetto dello sport a Riva del Garda.
Rammarico amplificato da manifestazioni ed eventi che, in ambito provinciale, vengono realizzati in varie sedi, generando ritorno di immagine oltre che mobilità turistica.
Penso al ritiro della nazionale di basket, dapprima a Folgaria ed oggi a Carisolo; in questi giorni la Next Gen Cup con 16 squadre di livello nazionale a Trento e Rovereto, ai ritiri di squadre italiane ma anche straniere (Bayern Monaco a Brunico). E sto solo elencando opportunità di basket, ma molte altre possono essere le discipline sportive che avrebbero altrettante opportunità.
Con questo non voglio assolutamente cambiare lo stato delle cose, solamente sottolineare che dove vi sono strutture adeguate possono essere organizzati eventi di richiamo turistico e di interesse nazionale, con positive ricadute per tutti.
Oggi l’Amministrazione Comunale, con l’intento di “spendere saggiamente i soldi cancellando progetti faraonici”, ha concordato con la Provincia la cancellazione del palazzetto dello sport previsto in città.

Eppure nel 2019 Cristina Santi, allora presidente della società di basket femminile, lamentava che “Che gli impianti sportivi nel nostro territorio siano insufficienti non è una novità. Il basket femminile gioca ancora sotto la tensostruttura del 1998 (paurosamente dispendiosa) in attesa del famoso palazzetto dello sport. Al Palagarda vi sono eccessivi costi di riscaldamento, inverni gelidi ed estati torride. Poi in vista del palazzetto la manutenzione (anche giustamente) è stata ridotta al minimo, però il palazzetto se va bene sarà pronto tra quattro anni e nel frattempo la società deve andare avanti così”.

Parole che oggi suonano come una doppia beffa oltre che un macigno per le società sportive.
Si elimina un progetto, oramai in dirittura d’arrivo, comunicandone uno nuovo per il futuro da collocare in un’area (Miralago) che contrasta con altre scelte già in corso di studio e valutazione da parte dell’Amministrazione Rivana (pedonalizzazione viale Rovereto).


Progetti, studi e valutazioni che generano costi che gravano sulle spese comunali e che, in un quadro di investimenti che sembra non ben delineato, non vanno nella direzione auspicata della sindaca.
Vengono cancellati progetti di infrastrutture perché ritenuti costosi o faraonici, eppure nel recente passato sono stati investiti denari per un evento (concerto di Vasco Rossi) che ha certamente generato ricavi ma che è costato ben oltre i 5 milioni di euro.
Ed oggi quell’area, realizzata per ospitare 120mila persone, richiede nuove spese per adattarla ad eventi di minore portata, oltre alle critiche che alcuni quotidiani oltre confine ci hanno rivolto (si veda articolo cehe segue).



La stessa coalizione politica a livello provinciale e locale non sembra avere la stessa visione circa l’uso delle risorse a disposizione; da un lato vi sono disponibilità per eventi imponenti mentre dall’altra si richiedono sacrifici ed attenzione.
Il richiamo al pensiero “Thatcheriano” andrebbe trasmesso all’interno della stessa corrente politica perché appare discordante nella sua applicazione.
