di | 18 Lug, 2018 | COMUNICATI STAMPA

NON CI STO !!!!!

E’ troppo facile fare politica esasperando alcune tematiche oppure offrendo proposte assistenzialistiche, senza mai rivolgere lo sguardo verso chi non sta operando nella piena correttezza.

Mi sento chiamato in causa quando si cita il centrosinistra autonomista di sperperare o gestire malamente il denaro pubblico.

Ci sta che una fazione politica critichi delle scelte dell’Amministrazione Comunale ma, al pari delle contestazioni, ci dovrebbe essere la presa di posizione verso chi sta creando difficoltà (forse in maniera non proprio lecita) all’opera della Giunta Comunale.

Giusto segnalare le situazioni che non rispettano le regole; ma bisogna farlo per tutte, non solo per quelle che in quel momento offrono un tornaconto elettorale.

Altrimenti si corre il rischio di “sdoganare”, e di far passare come sistema corretto, quei comportamenti che offrono un ritorno alle persone; partendo, però, da una azione che non rispetta le regole.

Un’azione è illecita sia nel caso in cui porta beneficio alla collettività, sia in quello contrario. L’unica discriminante tra le due sono le circostanze, che diventano attenuanti per una ed aggravanti per l’altra.

Facciamo tutti attenzione a portare avanti certi metodi perché, se a questo aggiungiamo l’estensione della legittima difesa, il rischio di superare il confine del lecito (e di vivere situazioni simili a quelle accadute negli Stati Uniti) diventa un problema su cui rivolgere qualche supplemento di riflessione.

Rilevo, a livello generale, una certa confusione ed una perdita dei ruoli che, piaccia o non piaccia, esistono ed andrebbero rispettati. Situazione che, partendo dalla politica, alimenta più lo sparlare dell’avversario (se non addirittura la richiesta della sua destituzione) anziché il confrontarsi con dati ed argomenti.

Prendendo ad esempio un argomento di attualità, mi aspetterei che il Ministro Di Maio invitasse ad un confronto il Presidente dell’INPS (Boeri), anziché continuare un confronto mediatico che non risolve nulla, salvo alimentare dissenso “social” legato all’appartenenza politica.

Ritengo che la politica debba utilizzare più argomentazioni e concetti anziché i tweet o i commenti troppo semplicistici sui network, soprattutto se proposti da chi ricopre cariche istituzionali; altrimenti il rischio di perdere i confini del rispetto, dell’ordine e dei valori è altissimo.

Troppo spesso si è sentito dire che, qualora il governo fosse cambiato, ci sarebbe stata una ventata di novità nel modo di affrontare la politica; con rammarico devo constatare che (almeno nel modo di proporla) non ci sia in atto un grosso cambiamento.

E’ su questi argomenti che esprimo il mio “non ci sto”, con la convinzione che si debba contribuire a riportare la politica nell’agone del confronto tematico e non in quello mediatico.

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