25 aprile, campagna elettorale, voto delle elezioni europee e relativo risultato, sono occasioni che confermano che il clima politico non è dei migliori, ed anche i rapporti tra cittadini, legati ad una fazione politica rispetto all’altra, ne risentono alimentando un clima per nulla positivo.
Si evocano memorie, si dice che gli avvenimenti del passato devono servire per non ripetere errori, ma quasi sempre finiamo per dimenticare ciò che è stato detto, promesso ed utilizzato per ottenere consenso.
Eppure ognuno di noi, di qualsiasi colore o fede politica, dovrebbe riflettere sul fatto che, molto spesso, con il raggiungimento di una posizione di governo ci sono ripensamenti, cambi di opinione e direzione se non, addirittura, il rinnegare le proprie idee.
Molti sono gli argomenti che sono stati cavallo di battaglia elettorale, poi, dimenticati.
Primo fra tutti la contestazione di un periodo molto lungo di governi tecnici, non eletti dal popolo. Ed oggi dove siamo arrivati? Allo stesso risultato.
Chi, più di altri, si schierava per governi solamente eletti, oggi sostiene un premier tecnico.
Anche i risultati ed i programmi elettorali sono stati, per buona parte, messi da parte in funzione di un accordo di governo.
Ricordiamoci come sono andate le cose nell’urna delle elezioni politiche del marzo 2018.
Rammentiamo quali erano gli schieramenti ed i toni usati in campagna elettorale: oggi tutto questo è diventato un vecchio ricordo, anzi, quasi una barzelletta da raccontare. Ricordiamoci, anche, promesse o proclami che, poi, sono stati smentiti dai fatti – anche recenti – che mettono in discussione leadership e certezza del cammino governativo.
Questa facilità nel dimenticare porta ad essere facilmente influenzabili e, quindi, più deboli a discapito di persone che, come ci ha ricordato il Presidente Mattarella, in cambio di promesse spingono in direzioni che non lasciano positivi presagi.
Le ultime elezioni europee hanno rimescolato gli equilibri all’interno dei partiti che reggono il governo Conte, un Presidente del Consiglio che fatica sempre più a legittimare il suo ruolo che, spesso, viene accantonato dalle iniziative e dichiarazioni dei suoi vicepresidenti.
Per questo c’è bisogno di abbassare i toni; si deve riflettere sul fatto che la democrazia è un valore che non deve essere mai messo in discussione. Se questa permette anche passaggi che non si condividono, se proposti nel lecito, questi devono essere accettati.
Come oggi Conte è Presidente del Consiglio, altrettanto lo erano i predecessori. Oggi questo governo è legittimato ad operare e proseguirà fino a quando sarà garantita la maggioranza.
Ricerchiamo tutti una maggiore onestà intellettuale; questa avrà benefici positivi in tutti gli ambiti, soprattutto se questa è per prima la politica a perseguirla.
Questo, a mio avviso, sarebbe il vero cambiamento. La mia opinione può contare poco; ma ritengo che le parole del Presidente della Repubblica – “La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva” – non siano da sottovalutare.




