Social e interventi stampa per precisare che il pensiero espresso nell’ articolo di ieri, sulle scelte dei proprietari dell’area ex Cattoi, sono personali. Dovrò probabilmente fare esercizio di italiano, anche se mi risulta di aver parlato sempre al singolare, di non aver mai utilizzato il mio ruolo di Presidente del Consiglio in nessun passaggio e nemmeno aver fatto alcun riferimento al PATT. Segno evidente che parlavo a titolo esclusivamente personale.
Mai mi permetterei di parlare a nome di persone, men che meno di consiglieri, senza averne condiviso argomenti e contenuti.
Per questo ritengo che, tutto ciò, sia un miscuglio di pretesti per criticare e screditare politicamente una persona.
Un consigliere, sui social, mi vorrebbe zitto, attribuendomi “atteggiamenti impertinenti e scortesi nei confronti della proprietà”; definendo i miei interventi “telecomandati articoli di giornale” e tacciandomi di “maleducazione istituzionale”.
E il suo modo di porsi com’è? Vorrebbe tutti omologati al suo pensiero, arrivando a mescolare una serie di pretesti per biasimare il sottoscritto solamente per aver espresso la propria opinione su una scelta, manifestata da privati, che interessa la città. Se Riva del Garda, in futuro, vorrà il “sistema politico” che il consigliere rappresenta io, democraticamente, lo accetterò.
Voglio, però, precisare il pensiero espresso nell’articolo tanto osteggiato: mi premeva sottolineare situazioni che potrebbero verificarsi (ed in passato si sono già verificate) nel caso i veicoli possano accedere all’area ex Cattoi: le vie di accesso sono, da una parte, strette al punto da permettere il passaggio di una sola vettura; saremo, quindi, di fronte a sicuri incolonnamenti in entrata ed uscita con il contestuale coinvolgimento di viale Rovereto. Dall’altra l’ingresso è impedito da un divieto di accesso per tutti i veicoli, con la manifestata volontà, da parte della Polizia Locale, di sanzionare chiunque scelga di utilizzare quel passaggio per accedere all’area. A questo si aggiunge la scarsa visibilità ed i pericoli nel utilizzare entrata ed uscita in una zona vicinissima ad un dosso. E’ questo che vogliamo come città?
Sulla mancata condivisione, altro argomento che mi viene ricordato, faccio notare un particolare: il mio nome è stato più volte, soprattutto nell’ultimo periodo, abbinato a quello di altri consiglieri o membri del PATT circa argomenti resi pubblici attraverso articoli e conferenze stampa. Pur non avendo partecipato a riunioni, chiesto ragguagli e senza mai aver ricevuto informazioni, mi è stata attribuita a prescindere la loro accettazione.
Nessuno, però, ha voluto o ritenuto dover precisare che, quelle proposte, erano riferite solamente ad alcune precise persone e non da tutti i componenti del gruppo che siede in consiglio comunale.
Nonostante ciò non ho mai precisato o puntualizzato; per questo motivo credo di non essere l’unico a dover prendere lezioni di condivisione.


