Il mio pensiero completo.

L’articolo stampa di oggi, almeno per ciò che mi riguarda, ha utilizzato i passaggi più critici nei confronti della candidata Cristina Santi, non essendoci probabilmente lo spazio per riportare l’intero intervento.

9CC70C51-9FDF-4730-A24D-E457E921182DPer questo ritengo doveroso invitare alla completa lettura che, di seguito, propongo:

“Spiace leggere le critiche della candidata Santi perché trasmettono un “sapore” prettamente elettorale in quanto si critica l’Amministrazione Comunale ma, allo stesso tempo, il partito che Lei rappresenta risulta assente in alcune votazioni significative per la città.

Non da ultima quella comprendente le azioni Covid19 per sostenere aziende e famiglie oltre ad alcune opere pubbliche, alla quale il gruppo della Lega ha preferito non partecipare.

Si possono avere visioni differenti che devono essere rispettate; la politica ha anime diverse che esprimono svariate esigenze ed aspettative: tutto questo dovrebbe avvenire in un dialogo rispettoso ed in uno scambio di opinioni che non trasferisca il tutto nel facile proclama “noi siamo i bravi, sono gli altri gli incapaci”.

Dico questo perché recentemente alcune scelte governative, di carattere provinciale, sono oggetto di critiche da parte di imprenditori che vedono il timore di un recesso economico. Si vogliono aprire varchi stradali per facilitare movimenti tra Veneto e Trentino ma si chiudono le aziende nelle giornate maggiormente oggetto di spostamento delle masse e dell’economia, con il forte rischio che il movimento sia in uscita dalla nostra provincia anziché il contrario.

Ho citato un esempio non per fare polemica ma per evidenziare che le critiche arrivano a destra quanto a sinistra.

Stiamo vivendo un periodo difficile sotto ogni aspetto, che già di suo sta creando differenze e distinzioni che generano astio tra le persone; ci troveremo, a breve, ad affrontare una campagna elettorale che, mi auguro, non vada ad esasperare ulteriormente i toni ed i distinguo.

Facciamo in modo di creare un presupposto di “città responsabile”, capace di avere opinioni ed aspettative diverse ma declinate in maniera da consentire un confronto pacato e rispettoso dei vari punti di vista.

Credo che la politica, soprattutto in questo momento, abbia il dovere di inviare un segnale, chiaro e forte, di rispetto dell’avversario e della diversa collocazione politica.

Lo sport insegna che i titoli si vincono dimostrando la maggiore capacità rispetto agli altri, senza mai denigrare chi viene sconfitto. Lo sfottò è una caratteristica ascrivibile al tifoso,  ruolo che qualsiasi candidato politico non dovrebbe rivestire nella prossima competizione elettorale”.

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