Intervista pubblicata su "Il T Quotidiano" oggi.

Ringrazio Marcello Oberosler per l'attenzione verso il nostro movimento regionale.
Di seguito il testo dell'articolo:
Con il consueto momento conviviale di fine stagione che ha visto la partecipazione dei rappresentanti di tutte le società del basket regionale, è ufficialmente sceso il sipario sul 2022-23 del basket trentino e altoatesino. Il momento perfetto per coinvolgere il presidente del Comitato Regionale della FIP Mauro Pederzolli nel più classico dei “punti della situazione” in vista dell’estate e di una stagione che complice la riforma dei campionati pone diverse sfide al territorio trentino.
Presidente Pederzolli, partiamo da un bilancio della stagione appena conclusa.
«Per me quella che si sta chiudendo è stata davvero un’ottima stagione, caratterizzata da numeri più che soddisfacenti: abbiamo “sfondato” quota 5.000 per quanto riguarda i nostri tesserati, punto mai raggiungo negli anni precedenti dal Comitato Regionale. Credo che sia un dato frutto del grande lavoro svolto dalle società sul territorio, del crescente appeal del basket e della presenza di un club di Serie A come Aquila Basket che sa trainare e coinvolgere il movimento. Abbiamo avuto tante squadre che hanno partecipato ai vari campionati giovanili, in cui abbiamo “riacceso” le seconde fasi legandoci anche alla realtà veneta. E a proposito di Veneto, la Serie D di quest’anno ha mostrato come mettendo il naso fuori dal recinto ci si renda conto del livello anche delle realtà vicine alle nostre».
Come si può colmare quel gap? E in generale, quali sono le sfide principali che la FIP Trentino-Alto Adige si trova ad affrontare?
«Il nostro focus principale di quest’anno e del prossimo quadriennio, se avrò la fortuna di essere ancora Presidente di questo Comitato, è quello di migliorare le strutture societarie, intese soprattutto come allenatori e dirigenti. Le vere colonne delle società sportive. Con corsi di formazione e opportunità di crescita che possano permettere alle realtà locali di lavorare al meglio, essere presenze attive e motivanti per il territorio e per i tesserati, e per alzare la qualità poi dei giocatori e delle squadre: il livello della nuova Serie D, che si chiamerà Prima Divisione Regionale, è di fatto quello della “vecchia” C Silver. Non è facile competere in quella categoria per le sei società che contiamo siano al via del campionato a settembre in un girone composto per l’altra metà da squadre venete».
Sotto al “faro” Dolomiti Energia Trentino, la squadra di Serie A, in regione cominciano a irrobustirsi tante realtà che vogliono crescere e rafforzarsi.
«Ci sono tante piazze storiche che stanno riprendendo grande vigore, soprattutto sul giovanile e sul lato organizzativo: penso a Rovereto, Riva del Garda, Gardolo. In Alto Adige l’Europa Bolzano ha raggiunto ottimi risultati nel campionato Under 17 Eccellenza. Auspico che chi in futuro in Alto Adige riesca a raggiungere categorie importanti possa essere supportato dalle altre realtà locali. Il Valsugana? Una sorpresa e un’incognita: è una nuova società che parte con grande ambizione e entusiasmo, ma anche inesperienza. Se riusciranno a formalizzare l’iscrizione a una categoria come la B Interregionale affronteranno una bella sfida: la risorse economiche a quanto dicono ci sono, ma come insegna la loro esperienza di quest’anno in Serie D terminata con la retrocessione poi servono tante componenti per dare solidità a un progetto. L’auspicio per il movimento però è che ci siano realtà di tutta la regione costantemente impegnate in Serie C, credo sarebbe la dimensione giusta per dare modo ai tanti giovani del territorio di poter crescere e arrivare a confrontarsi con un livello di competizione davvero formativo».
Però dalla Serie A al minibasket, in Trentino come in Alto Adige, tutti i club sembrano lamentare un grande problema: la mancanza di palestre, per allenamenti e partite.
«Il problema delle palestre a Trento è quasi drammatico, a Riva del Garda è difficoltoso, a Bolzano anche. Le piazze più appesantite dalle presenza di tante società hanno grandissime difficoltà ad avere non solo spazi palestra, ma anche spazi palestra idonei alle categorie che affrontano. Purtroppo tante strutture sono vecchie, di misure non adatte ad ospitare il basket. E allora diventa un problema, perché si è in emergenza già allo stato attuale e allora come si può pensare le società aumentino il numero di tesserati o salgano di categoria? A Trento da settembre con i lavori che per tre anni chiuderanno il centro sportivo Manazzon in via Fogazzaro si andrà ancora di più in sofferenza, anche perché a oggi non si è ancora disegnato un “piano B”: nell’area di San Vincenzo si auspicava che ci potesse essere una struttura per lo sport al chiuso, ma questa ipotesi non è stata considerata. La stessa Valsugana, dove giocherà? E in Alto Adige ci sono palestre megagalattiche a Bressanone o Brunico ma a Bolzano la ristrutturazione del PalaMazzali renderà tutto molto complicato».
In estate intanto la Nazionale sarà di nuovo in Trentino a preparare il Mondiale.
«Siamo molto contenti e orgogliosi che il Trentino sia sponsor della Federazione, sarà bellissimo avere qui i campioni in preparazione al Mondiale e la bella Trentino Basket Cup che si giocherà a Trento il 4 e 5 agosto. Ma sembra quasi un paradosso: la nostra Provincia scommette sulla pallacanestro e la sostiene, eppure non fornisce risposte alle richieste chi questo sport lo vuole praticare per tutto l’anno nel nostro territorio».
