In questo periodo la risposta troppo scontata sarebbe la soluzione definitiva dell’emergenza Covid-19.
Personalmente voglio andare oltre, analizzando una situazione che con le attuali restrizioni ha incrementato il proprio vigore e gli ambiti di sviluppo.
Sto parlando della divisione sociale e di una sorta di cattiveria che si evidenzia nei rapporti tra le persone, soprattutto grazia al facile dialogo generato dai social network.
Il Covid-19 ha fatto emergere la necessità di un maggiore sostegno tra tutti noi, il bisogno di un lavoro di squadra per raggiungere un risultato che limitasse gli effetti negativi, sia in termini sociali che economici, che la pandemia sta generando.
Purtroppo, grazie anche all’attuale modalità di affrontare la politica, l’esempio che viene manifestato è quello del “o con me o contro di me”, anziché mantenere un profilo basato su confronto e scambio di idee che non sia condito di acredine o preconcetti costruiti con il preciso obbiettivo di denigrare l’avversario.
Non ne faccio, certamente, un colore politico; anzi attribuisco all’intero sistema politico questo errore.
E’ del tutto evidente che una precisa parte politica è più avvezza a questo tipo di criterio nella comunicazione; ritengo che termini quali “demolito”, “spazzare via” o “l’utilizzo di appellativi riferiti alla persona in modo spregiativo”, siano il modo per incitare ad un approccio, altrettanto aggressivo, nella comunicazione social da parte di tutti.
Se a questo aggiungiamo la facilità nel creare notizie false (cosiddette fake news) il risultato è che si trasferisce il modo litigioso di affrontare la politica anche ai normali rapporti tra persone.
Dal 2021 mi aspetto che venga fatta, principalmente da parte di chi opera in politica, un’analisi delle modalità dei rapporti da tenere ai vari livelli istituzionali, al fine di generare un segnale diverso per l’intera comunità ed offrire quella diversa tipologia di confronto che permetta di costruire e non di pensare alla “demolizione”.
Mi aspetto, quindi, una diversa valorizzazione della persona e del reciproco rispetto. Lo sport insegna che nella maggior parte delle competizioni vince chi riesce a raggiungere la miglior prestazione; certamente anche in questa realtà vi sono coloro che cercano il risultato utilizzando sistemi scorretti, ma generalmente vengono combattuti.
Se la politica ritornerà ad affrontare le diverse idee comunicandole nella giusta maniera, in modo da conquistare il risultato convincendo anche chi non la pensa nello stesso modo, riuscirà ad essere il giusto esempio di crescita generale di un’intera nazione.
Diversamente si corre il rischio di una continua ed inesorabile divisione, che creerà sempre più rabbia, distanza e con molta probabilità violenza.
Ognuno di noi può diventare il fattore costruttivo del nostro vivere quotidiano; ritengo ci sia la necessità di soffermarsi ad una personale analisi per valutare lo stato effettivo dei rapporti tra le persone e gli effetti che scatenano.
