COME FUNZIONA IL CONSIGLIO COMUNALE

PROCEDURA E DISCIPLINA DELLE SEDUTE, DELLA DISCUSSIONE, DELLA VOTAZIONE E DELLA VERBALIZZAZIONE

DALLA CONVOCAZIONE ALLA VOTAZIONE

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO – POSTI ASSEGNATI AI COMPONENTI IL CONSIGLIO

Le adunanze del Consiglio comunale sono presiedute dal Presidente del Consiglio, ed in Sua assenza dal Vicepresidente o dal più anziano di età fra i Consiglieri presenti che non abbiano manifestato la propria indisponibilità.

Il Presidente siede in capo alla sala delle adunanze consiliari. Gli altri Consiglieri siedono all’interno del Consiglio comunale disponendo i gruppi consiliari tenendo presente la dichiarata appartenenza alla componente di maggioranza, di minoranza e del gruppo misto secondo un accordo da prendersi prima dell’inizio del “periodo amministrativo” ovvero nel corso di esso. Qualora non si pervenisse a questo accordo, sarà compito del Presidente indicare la posizione dei singoli gruppi.

 Il Presidente può chiamare, perché assistano all’adunanza, funzionari o consulenti, qualora fosse necessario fornire notizie sulle materie che sono all’ordine del giorno

LUOGO DI RIUNIONE DEL CONSIGLIO

Le sedute consiliari si tengono nell’apposita sala civica. Qualora circostanze speciali e gravi giustificati motivi, non permettano la riunione in detto locale, il Presidente, sentito il Sindaco, determina il luogo della riunione, che viene notificato alla cittadinanza mediante avviso. Comunque il luogo della riunione del Consiglio non può mai essere fissato fuori del territorio del Comune.

AVVISI DI CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO

La convocazione del Consiglio è fatta a norma di Statuto comunale, con avviso scritto da parte del Presidente del Consiglio, da consegnare a domicilio di ciascun Consigliere, eventualmente anche tramite posta elettronica certificata all’indirizzo di posta elettronica certificata indicato dal Consigliere comunale che abbia aderito a tale forma di comunicazione con assenso scritto. A questo scopo il Consigliere che non risiede nel Comune e non abbia qui un proprio legittimo rappresentante, deve eleggere in questo Comune il proprio domicilio e notificarlo all’Amministrazione.
Gli avvisi di convocazione debbono indicare il giorno, l’ora ed il luogo dell’adunanza, e contenere l’elenco degli oggetti da trattare.
Gli avvisi per le convocazioni dovranno essere consegnati o inviati a mezzo posta elettronica certificata, a ciascun Consigliere almeno 5 (cinque) giorni prima di quello fissato per l’adunanza iniziale. Soltanto nei casi di urgenza i termini di preavviso potranno essere ridotti a 24 ore; ma in questo caso, qualora un terzo dei Consiglieri assegnati lo richieda, ogni deliberazione dovrà essere differita al giorno seguente. Altrettanto resta stabilito per gli elenchi di oggetti da trattarsi in aggiunta ad altri già iscritti nell’ordine del giorno di una determinata seduta.

 CONVOCAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO

La Conferenza dei Capigruppo stabilisce di norma il giorno settimanale nel quale svolgere le riunioni del Consiglio comunale, esclusi i periodi di ferie.
Le riunioni del Consiglio comunale avranno durata di quattro ore e saranno convocate preferibilmente dalle ore 18.30 alle ore 22.30 con la possibilità, assunta con decisione del Presidente, di prolungare la riunione consiliare per la chiusura dell’intervento in corso. Per la sessione di Bilancio sarà la Conferenza dei Capigruppo a decidere il numero delle riunioni e l’eventuale prosecuzione oltre le ore 22.30 dell’ultima riunione stabilita.
Il Consiglio comunale si riunisce, sia in prima sia in seconda convocazione, previo invito scritto da parte del Presidente del Consiglio comunale contenente l’elenco degli argomenti all’ordine del giorno, per trattare rispettivamente, in distinte sessioni:
a)del bilancio,
b)di ogni altro argomento rientrante nell’ambito delle proprie competenze.

L’ordine del giorno è contemporaneamente affisso all’Albo Pretorio informatico.
Le proposte di deliberazione, gli allegati ed i documenti esplicativi devono essere tutti depositati presso la Segreteria generale almeno cinque giorni lavorativi prima dell’inizio della adunanza o -in caso di urgenza- contestualmente alla convocazione.
L’adunanza si riferisce alla singola riunione del Consiglio comunale circoscritta all’arco temporale intercorrente tra l’appello dei Consiglieri e lo scioglimento della riunione da parte del Presidente. La seduta indica l’insieme delle adunanze che si tengono nei giorni indicati nel medesimo avviso di convocazione del Consiglio comunale, per la trattazione degli argomenti posti all’ordine del giorno ed ogni seduta del Consiglio comunale può svolgersi in una o più adunanze fino all’esaurimento dell’ordine del giorno. Le sedute sono pubbliche salvi i casi in cui la Legge o il Regolamento interno prescrivono che debbano essere segrete.
Oltre che nei casi sopra previsti, il Consiglio deve essere convocato, per la sola trattazione di proposte di deliberazione, qualora lo richiedano il Sindaco o almeno un quinto dei consiglieri ovvero almeno trecento cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune. In questi casi la richiesta scritta di convocazione dovrà contenere i punti da iscrivere all’ordine del giorno, corredati dalle proposte di deliberazione. La convocazione deve avvenire entro quindici giorni dalla data in cui perviene la richiesta e la seduta del Consiglio comunale dovrà tenersi entro un termine non superiore a 15 giorni. La proposta dovrà essere integrata a cura degli uffici con i pareri di legge e con l’attestazione di copertura finanziaria -in quanto necessaria- almeno 24 ore prima della riunione. Nel caso di oggettiva urgenza, i termini di cui al presente comma sono ridotti, rispettivamente, a 24 ore per la convocazione e 48 ore per la fissazione della data della seduta.
Il Consiglio è validamente riunito quando sia presente la maggioranza dei consiglieri assegnati. In seconda convocazione il Consiglio è validamente riunito, in un giorno successivo, quando siano presenti almeno la metà dei suoi componenti, compreso il Sindaco.
Per il primo intervento, i Consiglieri che intendono parlare ne fanno richiesta al Presidente prima dell’inizio della discussione e comunque non oltre il termine fissato dal Presidente del Consiglio comunale. Gli interventi sono svolti dagli oratori secondo l’ordine di iscrizione. Ogni intervento deve riguardare unicamente la proposta in discussione. Il numero degli interventi di ogni consigliere su ogni singolo argomento non può essere superiore a due, esclusa l’eventuale dichiarazione di voto e l’intervento per fatto personale, ossia quando il consigliere sia fatto oggetto di rilievi personali o gli vengano attribuite opinioni diverse da quelle espresse.
Le votazioni si svolgono a scrutinio palese per appello nominale o per alzata di mano o in forma elettronica. Salvo che lo Statuto o il Regolamento non dispongano diversamente, le votazioni si svolgono in forma segreta quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei consiglieri presenti, ovvero quando sia preminente -a giudizio del Presidente- l’esigenza di tutelare la riservatezza oppure la libertà di espressione, delle convinzioni etiche o morali del consigliere.
Salvo che la Legge o lo Statuto prescrivano una maggioranza qualificata, le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti. Sono considerati presenti coloro che esprimono voto favorevole o contrario. I Consiglieri comunali presenti che, prima dell’inizio della votazione, abbiano dichiarato di astenersi sono computati solo ai fini del numero legale.
Il presidente dell’adunanza constata e proclama l’esito delle votazioni assistito da due scrutatori.
Il Segretario generale redige i verbali delle adunanze del Consiglio comunale, avvalendosi di strumenti per la registrazione, e li sottoscrive assieme al Presidente della riunione.
I verbali delle adunanze consiliari sono approvati dal Consiglio con apposita deliberazione.
Il Sindaco o l’Assessore delegato ha facoltà di illustrare al Consiglio la proposta presentata dal Sindaco o dalla Giunta, prima dell’inizio della sua discussione generale e, al termine, di intervenire sulla stessa. Il Consiglio, a maggioranza dei consiglieri presenti, può rinviare la trattazione di un argomento alla presenza e illustrazione del Sindaco o del suo delegato, in caso di loro assenza.

NUMERO LEGALE – DISERZIONE DELLE SEDUTE

All’inizio dell’adunanza, il Sindaco o l’Assessore delegato fa le eventuali comunicazioni d’uso su fatti e circostanze che possono interessare il Consiglio.

All’inizio di ogni seduta consiliare, i Consiglieri possono porre interrogazioni verbali formulate in modo chiaro e conciso su argomenti di interesse comunale.
Il Consigliere ha facoltà di illustrarle per non più di cinque minuti; il Sindaco o l’Assessore, competente per materia, risponde, immediatamente al termine dell’intervento del Consigliere, per non più di due minuti.
Nelle fasi di cui ai commi precedenti del presente articolo il Consiglio è validamente riunito con la presenza della metà dei suoi componenti.
Il numero dei Consiglieri necessari per rendere legale l’adunanza, ai fini della trattazione dei punti posti all’ordine del giorno e per la nomina degli Scrutatori, deve corrispondere alla metà più uno dei consiglieri e deve essere raggiunto entro quindici minuti dall’ora fissata nell’avviso di convocazione. In caso contrario l’adunanza è dichiarata deserta e rinviata alla seconda convocazione, per la quale è prevista la presenza di almeno la metà dei Consiglieri.

APPELLO NOMINALE – ASSENZE DEI CONSIGLIERI

Il numero legale degli intervenuti si accerta mediante appello nominale. Accertata la presenza del numero legale, il Presidente del Consiglio dichiara aperta la seduta. Il Segretario tiene nota dei Consiglieri che entrano ed escono. Qualora durante la seduta venga a mancare il numero legale, l’adunanza deve essere sciolta. In tal caso, gli argomenti rimasti da trattare sono rinviati alla successiva adunanza in seconda convocazione. Qualora vi sia l’assenza momentanea di qualche Consigliere, previamente comunicata al Segretario in forma orale o scritta, la seduta viene sospesa per un tempo non superiore a 15 minuti, fino al ripristino del numero legale.

In caso di rilevazione elettronica delle presenze, al Sindaco, agli Assessori comunali ed ai Consiglieri comunali viene consegnata una tessera di riconoscimento personale da utilizzare ai fini della registrazione della presenza all’adunanza del Consiglio comunale. Il Consigliere che si assenti definitivamente dall’adunanza, prima di lasciare la sala, deve avvisare il Segretario perché sia presa nota nel resoconto qualora l’uscita dall’aula non sia registrata elettronicamente.

DESIGNAZIONE DEGLI SCRUTATORI E APPROVAZIONE DEL VERBALE DELLE RIUNIONI

La seduta ha inizio con la fase di risposta alle interrogazioni verbali; prosegue con la designazione di due scrutatori e quindi con la approvazione del processo verbale di precedenti riunioni.
Con il consenso del Consiglio il processo verbale della riunione viene dato per letto, e viene approvato con formale deliberazione.

ORDINE DELLA TRATTAZIONE DEGLI ARGOMENTI – INVERSIONE DELL’ORDINE DEL GIORNO

Dichiarata aperta l’adunanza, e designati gli Scrutatori, il Presidente del Consiglio comunale dà inizio alla discussione degli argomenti posti all’ordine del giorno.
Gli oggetti sottoposti a deliberazione del Consiglio vengono trattati nell’ordine secondo il quale sono iscritti nell’avviso di convocazione. Tuttavia il Presidente, il Sindaco od anche un singolo Consigliere, possono proporre che l’ordine di trattazione degli oggetti sia mutato.
La proposta di inversione, sinteticamente motivata, se nessun Consigliere vi si oppone, si ritiene senz’altro accettata, altrimenti è sottoposta al voto del Consiglio, senza discussione. Ogni proposta di deliberazione importa distinta votazione.

DISCIPLINA DELLE RIUNIONI

Non è ammessa alcuna discussione ne alcuna deliberazione su argomenti che non risultino iscritti all’ordine del giorno. Anche sulle comunicazioni del Sindaco , non si potrà aprire la discussione nè procedere a deliberazioni. Si potrà tuttavia, sulle comunicazioni stesse, presentare mozioni da iscrivere all’ordine del giorno dell’adunanza successiva.
Durante la riunione le manifestazioni ed i discorsi devono essere conformi ai principi sanciti dalla Costituzione e rispettosi delle Leggi e del presente Regolamento interno di procedura.

TRATTAZIONE DELLE PROPOSTE ALL’ORDINE DEL GIORNO

Il Sindaco, l’Assessore delegato o uno dei Consiglieri proponenti riferiscono intorno all’argomento in trattazione, mettendo in evidenza, in linea generale, il proprio pensiero e fornendo, quando dovessero occorrere, le motivazioni per discostarsi da eventuali pareri negativi espressi in ordine alla regolarità tecnica, contabile e sotto il profilo della legittimità, inseriti nella proposta di deliberazione in precedenza divulgata mediante deposito agli atti a disposizione dei Consiglieri.

NORME DA SEGUIRE NELL’ORDINE DELLA DISCUSSIONE

 La discussione segue l’ordine seguente:
a) discussione generale sulla proposta di deliberazione ovvero sulla eventuale proposta di rinvio;
b) discussione particolareggiata, nei suoi articoli o nelle sue parti con eventuale presentazione di emendamenti, ed aggiunte;
c) votazione su ordini del giorno che fossero stati presentati in corso di seduta e in stretta attinenza all’argomento in discussione;
d) votazione complessiva sulla proposta di deliberazione eventualmente integrata o modificata a seguito delle approvazioni di emendamenti.

Il Presidente, ai fini di una migliore chiarezza o di un più sollecito svolgimento della discussione, può modificare l’ordine di votazione dei punti b) e c).

PRESENTAZIONE DI ORDINI DEL GIORNO

Prima che si inizi la discussione di una proposta, o nel corso della discussione medesima, possono essere presentati dai Consiglieri “ordini del giorno” concernenti gli argomenti in trattazione.
Tali ordini del giorno consegnati al Presidente sono votati subito dopo la chiusura della discussione secondo l’ordine della loro presentazione.
Nella medesima discussione generale e sulla stessa proposta, o parte di proposta, ogni Consigliere può presentare un solo ordine del giorno per la cui esposizione non deve superare i cinque minuti.
Il Presidente ha la facoltà di negare l’accettazione di ordini del giorno che siano formulati in termini inopportuni o siano relativi ad argomenti estranei all’oggetto della discussione, ovvero contrastanti con deliberazioni in precedenza adottate.
Se il Consigliere insiste, il Presidente consulta il Consiglio che decide senza discussione per alzata di mano.
Gli emendamenti ad un ordine del giorno sono votati prima di questo.

ASTENSIONE DALLE DELIBERAZIONI

Il Sindaco, il Segretario ed i Consiglieri devono astenersi dal prendere parte alle deliberazioni quando lo preveda la legge, ed in tali casi devono allontanarsi dall’aula durante la trattazione di detti argomenti.
Il divieto di cui al precedente comma si applica anche agli Assessori.

INTERVENTI DEI CONSIGLIERI NELLA DISCUSSIONE

Alla discussione possono prendere parte i Consiglieri, il Sindaco e gli Assessori, ognuno dei quali deve prima chiedere la parola al Presidente.

Per i Consiglieri è previsto un limite di tempo di 15 minuti per il primo intervento e di 5 minuti per il secondo intervento. Per la trattazione del Bilancio di previsione, del piano regolatore generale, nonché sue varianti e revisioni, e dei piani attuativi a fini generali, il primo intervento è limitato a 40 minuti e il secondo intervento a 20 minuti.

Nessun Consigliere può parlare più di due volte sullo stesso oggetto o sulle singole parti di una proposta, salvo che il Presidente, interpellato in proposito, non lo consenta.

Il Presidente ed il Sindaco potranno proporre al Consiglio comunale osservazioni o fornire chiarimenti di fatto e per debito d’ufficio, ogni volta che lo riterranno necessario. Anche gli Assessori hanno facoltà, sulle materie di specifica competenza, di replicare, di dare spiegazioni e di dichiarare se condividono o meno ordini del giorno o emendamenti presentati. Il Sindaco e gli Assessori devono attenersi ai tempi di intervento previsti per i consiglieri comunali. In caso di necessità essi possono chiedere al presidente un supplemento di tempo per completare gli interventi.

Dichiarata chiusa la discussione, sarà anche consentito un eventuale ulteriore intervento, in forma succinta, per fatto personale, per mozione d’ordine e per dichiarazione di voto sulla proposta e sugli eventuali emendamenti per il tempo massimo di 2 minuti.

POTERI DEL PRESIDENTE E PRECEDENZA NEGLI INTERVENTI

Il Presidente dà la parola a coloro che l’hanno chiesta e nell’ordine di domanda, a meno che taluno degli iscritti dichiari di cedere il proprio turno ad altri. In ogni caso ha la precedenza chi chiede la parola per mozione d’ordine.
Il Presidente è tenuto ad avvertire il Consigliere dell’approssimarsi della scadenza dei termini previsti dal presente Regolamento per tutti gli interventi.

Nella discussione degli argomenti i Consiglieri comunali hanno possibilità di esprimere apprezzamenti, critiche, rilievi e censure, ma essi devono riguardare atteggiamenti, opinioni o comportamenti politico-amministrativi.

Tale diritto è esercitato escludendo qualsiasi riferimento alla vita privata, alle qualità personali di ciascuno e va in ogni caso contenuto entro i limiti del civile rispetto.
Se un componente del Consiglio comunale turba l’ordine, pronuncia parole sconvenienti o lede i principi affermati nei precedenti commi, il Presidente lo richiama nominandolo. Il richiamato può dare spiegazioni nel tempo massimo di 5 (cinque) minuti, il Presidente conferma o ritira il richiamo.
Dopo un secondo richiamo all’ordine, fatto alla stessa persona durante la discussione del medesimo argomento senza che questi tenga conto delle osservazioni rivoltegli, il Presidente può interdirgli la parola fino alla conclusione del punto in discussione.
In caso di particolare gravità o dopo un secondo richiamo all’ordine durante la discussione del medesimo argomento, il Presidente può disporre l’esclusione del Consigliere dall’aula per tutto il resto della adunanza.
Nei casi più sfavorevoli, cioè quando un consigliere provochi tumulti o disordini nell’aula, o trascenda a vie di fatto od esprima oltraggi nei confronti di altri Consiglieri, il Presidente può altresì decidere la censura. La censura comporta l’espulsione immediata dall’aula.
Quando si verifichino in Commissione i fatti di cui al comma precedente, il Presidente della Commissione denuncia l’accaduto al Presidente del Consiglio comunale, il quale può decidere la censura nonché l’interdizione di partecipare ai lavori della Commissione successiva.
Nei casi descritti nei comma precedenti, se il consigliere che disturba l’ordine lo fa in risposta o in conseguenza di una palese provocazione da parte di un altro consigliere, i provvedimenti adottati dal Presidente valgono per tutti i consiglieri coinvolti.

DIVIETO DI INTERROMPERE GLI ORATORI

Nessuno può interloquire quando altri ha la parola, come non è permesso interrompere l’oratore, salvo per un richiamo al Regolamento.
La parola è sempre diretta all’intero Consiglio, anche quando ci si riferisca ad argomenti trattati da precedenti oratori. Le spiegazioni a dialogo ad alta voce non sono ammesse.

CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE GENERALE

Quando sull’argomento in discussione non vi siano altri Consiglieri inscritti a parlare, il Presidente dichiara chiusa la discussione stessa.

DICHIARAZIONE DI VOTO E ORDINE DELLE VOTAZIONI

Dichiarata chiusa la discussione, è concessa la parola per dichiarazione di voto a favore, contrario, ovvero di astensione dal voto e, nel tempo massimo di 2 minuti, ogni Consigliere può motivare o riassumere le motivazioni del proprio voto, anche se la votazione è segreta.
Ciascun Consigliere ha diritto che nel verbale di deliberazione risultino i motivi che hanno determinato la propria dichiarazione di voto, nel testo della stessa dettato al Segretario o nel testo scritto acquisito agli atti della seduta.
Iniziate le operazioni di votazione non sono più consentite dichiarazioni di voto, qualunque sia l’oggetto da deliberare.

VOTAZIONE

Nessuno chiedendo la parola, si procede subito alla votazione, da adottarsi osservate le norme e la procedura di legge o quelle previste nel presente Regolamento.

 METODI DI VOTAZIONE

I Consiglieri votano per appello nominale, per alzata di mano, per scrutinio segreto o in forma elettronica. Quando una votazione per alzata di mano è dubbia nel suo risultato, il Presidente dispone la controprova e, nel caso di persistente incongruità del risultato, può far effettuare una nuova votazione per appello nominale.
I Consiglieri comunali votano a scrutinio segreto quando ne venga fatta richiesta ai sensi dell’art. 14, comma 11, del presente Regolamento.
La votazione è segreta quando si proceda a nomine o a deliberazioni concernenti persone e quando il Consiglio comunale debba eleggere, nominare o designare persone in organismi comunque costituiti, salvo che, per accordo politico unanime sulla proposta da porre in votazione, si possa procedere a votazione palese. Ove non sia disposto diversamente da leggi o da regolamenti, il numero di preferenze esprimibili in sede di votazione è pari al numero dei soggetti da eleggere. Quando deve essere garantita la minoranza politica, si procede con voto limitato.

PARITA’ DI VOTI

Se una proposta riporta un eguale numero di voti favorevoli e di voti contrari, non può considerarsi nè approvata nè respinta e l’oggetto relativo può essere iscritto, a richiesta anche di un solo Consigliere, all’ordine del giorno della successiva adunanza del Consiglio.

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