La riapertura dell’area ex Cattoi a parcheggio porta automaticamente ad una domanda: tutto il chiasso (mediatico, politico e di parte) sollevato dal 2017 al 2020 quale obbiettivo aveva?
Non sono contrario all’apertura dell’area come parcheggio; mi lascia alquanto perplesso il silenzio e la mancanza di interesse su una zona ritenuta, fino a pochi mesi fa, il fulcro centrale per incrementare l’appeal della città.
La mia considerazione nasce dagli eventi e dai passaggi che gli stessi proprietari dell’area hanno effettuato, oltre che dalle dichiarazioni ed affermazioni che nel tempo hanno esternato circa la necessità di realizzare quanto previsto dal Piano attuativo Fascia Lago (scaduto nel marzo 2017).
Nel febbraio 2017, la società che aveva acquisito l’area alla terza asta fallimentare, in occasione della presentazione del loro progetto prevedeva l’ultimazione dei lavori per il 2019; tale esigenza era legata alla strategicità che la società VR101214 attribuiva all’area ex Cattoi.
Anche i gruppi politici avversari del centrosinistra-autonomista, all’epoca chiamato ad amministrare la città, si schierò dalla parte degli acquirenti dell’area, sollecitando ad un dialogo e ad una soluzione che sistemasse un’area ritenuta da tutti un rilancio per la città stessa.
Ricordiamoci il “braccio di ferro” legale tra la società VR101214 ed il Comune di Riva del Garda, che aveva il preciso obbiettivo di ottenere la possibilità di edificare quanto inserito nel progetto del Piano Fascia Lago: 1000 mq di negozi; 3.100 mq di appartamenti e 2200 mq di villette.
Ci fu anche la sentenza del TAR di Trento che stabilì la decadenza del piano attuativo e l’impossibilità ad edificare quanto inserito nel Piano attuativo Fascia Lago
I rappresentanti della proprietà arrivarono a denunciare, personalmente, l’allora Sindaco Mosaner avanzando una richiesta di 20 milioni di euro; circostanza che ostacolò il percorso di approvazione della variante 13 che avrebbe modificato la previsione urbanistica dell’area.
In mezzo a tante polemiche, prese di posizione politiche, una campagna elettorale che aveva quale cavallo di battaglia (soprattutto da parte del candidato Malfer) lo “sblocco dell’aera ex Cattoi”; tutto rivolto verso il destino definitivo dell’area.
Ecco alcuni passaggi stampa che ripercorrono quanto sopra descritto:
Eppure anche i candidati sindaco (Malfer in primis) ponevano un forte accento sulla “rigenerazione della città” con precisi e chiari riferimenti ai progetti che riguardano la fascia lago.

Oggi, a distanza di un anno dalle elezioni amministrative, tutto è svanito nel nulla: nessuno si lamenta più delle condizioni dell’area ex Cattoi, il terreno non riveste più quell’importanza che, fino a poco tempo fa, era considerata strategica per la città. Siamo ritornati indietro nel tempo e, per almeno altri due anni, gli spazi ospiteranno un parcheggio.
Non c’è più, nemmeno, l’esigenza di programmare il futuro edificatorio dell’area. Forse perché anche l’amministrazione Santi ha espresso la volontà di dichiarare “non edificabile l’area” e di ragionare sulla possibile acquisizione.
Una situazione che porta a pensare che, gli accadimenti del passato, siano stati più una strumentalizzazione politica che un’esigenza così “strategica” come l’avevano definita i rappresentanti della società VR101214.
Considerazioni che portano alla conclusione che, la storia legata alla riprogettazione dell’area ex Cattoi, abbia assunto i contorni di una sorta di farsa.








