In questa emergenza è giusto sottolineare il particolare impegno di tante persone che, senza badare alla quantità di tempo, alle energie impiegate, al tempo sottratto alle proprie famiglie, svolgono il loro ruolo o si attivano per soddisfare esigenze nell’interesse di tutti noi.
Lo trovo giusto e mi associo a tutti i ringraziamenti.
Ritengo, però, necessario rivolgere un particolare “abbraccio virtuale e collettivo” alle famiglie colpite da un lutto e che, causa le restrizioni, sono state impossibilitate nel trovare un momento per salutare il proprio caro.
Lutti che nella maggior parte riguardano persone anziane che, colpite dal Coronavirus, silenziosamente ci lasciano.
Persone maggiormente esposte in quanto con minori possibilità di contrastare il contagio; persone spesso sole nell’affrontare questa difficoltà ma che, in silenzio, escono sconfitte dal contagio.
Anche il Presidente della Repubblica – Sergio Mattarella – è intervenuto affermando “Il dolore per una generazione decimata dal virus e la speranza che il percorso doloroso affrontato dall’Italia possa servire a livello globale.
Qui, in numerosi territori, con tante vittime, viene decimata la generazione più anziana, composta da persone che costituiscono per i più giovani punto di riferimento non soltanto negli affetti ma anche nella vita quotidiana”.
Parole che debbono far riflettere e spingere al massimo impegno per contribuire alla più rapida soluzione dell’epidemia e per il rispetto verso chi non ce l’ha fatta a superare il contagio.
Stiamo combattendo tutti una battaglia che sta mettendo a dura prova la nostra nazione; è necessario, pertanto, rispettare tutte le indicazioni ed adottare tutte le attenzioni per non rendere inutili e vanificare gli sforzi ed i sacrifici di tutti.
Mi permetto di riproporre la lettura dell’articolo pubblicato, in data 30 marzo 2020 sul quotidiano “Il Giornale” da Massimo M. Veronesi che onora in maniera decisa la memoria delle tante persone, soprattutto anziane, decedute in questa emergenza sanitaria.

