ANALISI POST VOTO

Ad oltre un mese dalla conclusione delle votazioni comunali, a Giunta e Consiglio Comunale insediato, intervenire con una personale analisi non pregiudica alcun passaggio istituzionale.

Altre figure dello scenario locale, prima di questa mia analisi, hanno espresso considerazioni circa quello che definirei “lo strano esito” della tornata elettorale.

Non può essere certamente contestato il risultato che ha visto, per “un colpo di reni” data la minima distanza, la nomina a Sindaco di Cristina Santi e della “grande coalizione” centrodestra-centrosinistra2.

Ho personalmente formulato i miei complimenti alla neo-Sindaco e, con l’occasione, estendo tale pensiero anche a Salvatore Mamone mio successore nel ruolo di Presidente del Consiglio Comunale.

Molte parole si sono spese per sostenere l’una o l’altra posizione circa gli accordi che hanno portato alla nuova Amministrazione Comunale; ritengo, però, ci siano alcuni elementi ben definiti ed evidenti a tutti:

  • la campagna elettorale è stata prevalentemente “contro” una persona (Adalberto Mosaner) più che sulla gestione amministrativa della città adottata dal centrosinistra- autonomista;
  • una coalizione (Malfer) che doveva essere alternativa sia al centrosinistra che al centrodestra è finita per diventare complementare al centrodestra, sconfessando una larga parte della stessa squadra in funzione, probabilmente, di ruoli e poltrone;
  • un candidato Sindaco (poi ritiratosi) che, in barba al proprio credo ed al percorso politico con il quale ha raggiunto i vertici politici nazionali, ha “benedetto” l’unione tra il cosiddetto polo civico ed il centrodestra;
  • l’aver realizzato una moltitudine di liste, create e composte anche da candidati iscritti in partiti che partecipavano alla tornata elettorale, con l’obbiettivo di diluire voti e preferenze ed incidendo sulle percentuali;
  • un privato che, durante l’anno 2019, ha promosso ogni iniziativa possibile per raggiungere i propri scopi e per sconfessare l’Amministrazione Mosaner; durante il 2020 (da gennaio ad ottobre) non proferisce una parola salvo, poi, emergere dal nulla, il giorno dopo il voto di ballottaggio, per ribadire il proprio pensiero “contro” la persona di Adalberto Mosaner.

Saranno circostanze, si dirà che il cambio di opinione sia legittimo e che ognuno può e deve difendere i propri interessi. Ci mancherebbe.

Si evitino, però, le morali e non ci si nasconda dietro un dito.

E’ stata una competizione elettorale strana per più motivi: lo svolgimento condizionato dall’emergenza sanitaria; una campagna prevalentemente social capace di creare una divisione della città ed una conclusione che ha evidenziato divisione anche nelle scelte ed accordi conclusivi.

Mi auguro che nel corso della consigliatura ci sia occasione per ricucire la divisione creatasi in città e che la politica locale possa recuperare il dialogo che, col passare del tempo, è andato smarrito sempre più.

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