COMUNICATO STAMPA
“Replica a “L’altra Riva”
Quando non si comprende (o non si vuol comprendere) il senso di una proposta, si cade nella banale denigrazione.
Riteniamo sia molto chiaro, all’interno dell’interpellanza proposta, l’obbiettivo della stessa. È un segnale per incentivare un riavvicinamento tra la politica e la città, non certamente il modo per risolvere nessun problema o per portare gente in consiglio comunale.
Gli argomenti evidenziati nella risposta delle consigliere de “L’altra Riva”, incentrati sulla partecipazione attiva da parte dei cittadini, si riscontrano in quanto il consigliere Pederzolli ha già promosso, in sede di Commissione Statuto e regolamenti, durante la lavorazione del nuovo Regolamento interno del Consiglio Comunale già approvato e vigente.
Il testo dell’art. 15 dello stesso regolamento (Adunanze aperte) è stato proposto da Pederzolli, parzialmente modificato dai commissari e poi approvato. Ciò evidenzia che anche da parte nostra si ritiene poter consentire, per particolari ed importanti problematiche, il coinvolgimento di tutti in una adunanza pubblica; certo è che, in molti anni di amministrazione da parte di giunte di centrosinistra, non si ricordano convocazioni di sedute aperte al pubblico.
È un opportunità ed un obbiettivo che può essere raggiunto. Noi riteniamo che, prima, si debba riavvicinare la gente alla politica (in virtù di una disaffezione sempre più in crescita) e per fare ciò siano (nel nostro caso) i consiglieri a dover andare a cercare i cittadini.
Il metodo della festa è il segnale, il primo passo, al quale possono seguirne altri.
Se a questa seguiranno altre idee che vanno nella stessa direzione, promosse da altri consiglieri, noi saremo i primi a renderci partecipi, perché riteniamo che se un’idea viene ritenuta buona non ha importanza chi la promuove.
Se la proposta della Giornata del Consiglio Comunale venisse accolta dovrebbe vedere la partecipazione di tutti, innanzitutto per avvalorare il segnale che si vuole dare, oltre che per consentire a chiunque la “propria campagna elettorale”.
Con rammarico rileviamo che, per qualsiasi iniziativa, si debba cadere sempre nell’errore di attribuirne una finalità, un secondo fine od un etichetta ad ogni costo. Questi sono proprio i segnali negativi che la politica trasmette ai cittadini, perché se non c’è fiducia all’interno della politica immaginiamoci all’esterno.
L’impegno, la buona volontà o la voglia di ricercare nuovi sistemi per provare a cambiare qualcosa non sono, probabilmente, componenti caratteriali insite nei consiglieri comunali (o forse lo sono solo per alcuni).
Se per raggiungere un obbiettivo possono servire “tarallucci e vino”, ben venga. Non ce ne vogliano le consigliere, ma insistere su un qualcosa che non si riscontra in azioni e fatti e chiudere alle nuove idee può risultare, agli occhi dei più, come insistere sul nulla.

