Le discipline sportive che si svolgono al chiuso (cioè in palestra) stanno vivendo e vivranno, nel breve periodo, un particolare momento di difficoltà alla luce delle decisioni o degli interventi programmati.
Il particolare riferimento va alla città di Riva del Garda, dove è definitivamente tramontato il progetto del nuovo palazzetto dello sport, ed a quella di Trento che vedrà avviare i lavori di ristrutturazione del centro sportivo Manazzon dal mese di settembre 2023.



Due realtà cittadine dove gli sport al chiuso vedono una ampia diffusione, oltre ad un’esigenza di spazi, oggi, difficilmente soddisfatta.
Una tra le discipline sportive maggiormente sofferente, in fatto di spazi adeguati alle effettive esigenze, è la pallacanestro.
A Riva del Garda la tensostruttura del “Palagarda” (nata quale struttura provvisoria circa 25 anni fa) richiede frequenti manutenzioni oltre a significativi costi di gestione; la cancellazione del progetto del palazzetto dello sport non lascia prevedere, nel breve termine, la realizzazione di una struttura che compensi questa situazione.
Eppure una palestra sarà, prossimamente, realizzata nella città di Riva del Garda: quella del polo scolastico del Rione Degasperi.



Se il progetto originario non è stato modificato tale intervento porterà alla costruzione di una palestra con dimensioni del campo di metri 26X14.
Peccato che la pallacanestro richieda campi da gioco 28x15 per essere pienamente a norma per la disputa di qualsiasi tipologia di campionato.
In città solo due strutture hanno un campo rispondente alle effettive esigenze della pallacanestro: la palestra Impera (con deroga per le distanze a bordo campo) ed il Palagarda.
La cancellazione del progetto palazzetto potrebbe portare almeno ad una modifica della palestra del polo scolastico del Rione Degasperi per dare respiro alla pratica della pallacanestro in città, alleggerendo le strutture oggi utilizzate anche da altre discipline.
Se una delle società cittadine decidesse di partecipare ad un campionato di livello nazionale sarebbe costretta ad emigrare in altra località per poter disputare tale campionato.
E pensare che il palazzetto avrebbe dovuto vedere il suo completamento 607 giorni (circa 2 anni) dalla stipula del contratto, presumibilmente a fine anno 2023.


Se Riva del Garda per certi versi “piange”, Trento non ride di sicuro.
E’ pur vero che il capoluogo gode di un maggior numero di palestre; tuttavia le discipline che le utilizzano richiedono e necessitano di poter disporne in maniera completa.
L’intervento che Trento affronterà avrà effetti, per i prossimi 3 anni, sull’utilizzo degli impianti al coperto da parte delle stesse società sportive.
La ristrutturazione del centro Manazzon costringerà ad individuare una sede alternativa per le discipline che utilizzavano la palestra da gioco.
Lascia perplessi l’idea di realizzare ben 2 campi da calcio nell’area S. Vincenzo all’interno del progetto di ridimensionamento della Trento Music Arena.
Prevedere anche qui un nuovo impianto palestra per le discipline sportive al chiuso potrebbe diventare quell’opportunità che offre un’aggiunta alla platea di campi esistenti, oltre che dare respiro anche per il futuro all’utilizzo delle palestre disponibili da parte di tutti.
Non dimentichiamoci dell'importante ruolo sociale che lo sport riveste.
Sono certamente di parte pensando, in modo particolare, al basket. Ritengo, però, sia la disciplina che soffre maggiormente della vetustà di alcuni impianti che non rispondono alle richieste dei regolamenti ufficiali.
Per questo motivo auspico ci sia una riflessione che porti ad un possibile intervento di modifica dei due progetti, al fine di migliorare la situazione dei campi da basket delle due realtà cittadine e di conseguenza delle discipline che si svolgono al coperto.
Non è mai tardi per provarci.
