Il nuovo Piano della Mobilità, in fase di elaborazione dall’Amministrazione Comunale, è oggetto di osservazioni, dibattito e valutazione da parte di più attori.
Da cittadino osservatore mi permetto alcune considerazioni personali sull’argomento.

Le decisioni che portano al futuro senso unico di viale Rovereto (presumibilmente in entrata provenendo da Torbole); il senso unico (nord – sud) in viale dei Tigli ed il senso unico in viale Canella (est – ovest) rischiano di creare una particolare situazione di congestione nelle vie del centro città utilizzate per la viabilità (Viale D. Chiesa, viale Martiri XXVIII giugno, via Grez e viale Trento).
Perché dico questo? Non dobbiamo dimenticare che le vie in entrata sulla città saranno appunto viale Rovereto, la SP 118 di S. Giorgio, la SS 45 bis (via S. Caterina – viale Trento); viale dei Tigli con parte del carico veicolare proveniente dalla Val di Ledro e da Tenno e la gardesana di Limone.
Con viale Rovereto e viale dei Tigli a senso unico in entrata verso la città la concentrazione di veicoli graverà su strade sottodimensionate, lasciando poche vie in uscita e portando un flusso di traffico da arterie principali in vie secondarie.
Si renderà necessario convogliare la mobilità di automezzi su vie popolate o addirittura nelle adiacenze di scuole, per creare nuove vie di uscita dal centro città.
Penso a via Grez, a viale Vannetti, via Galas ma anche via Monte Brione, saranno strade che rischiano di dover sopportare un carico veicolare imponente, pur rivestendo (in alcuni casi) la veste di strada secondaria.
Altre vie cittadine potranno essere utilizzate come raccordo per consentire lo spostamento verso i nuovi sensi unici (penso a via Filanda).
Molti di questi cambiamenti potranno richiedere la possibilità di un doppio senso di marcia e, date le dimensioni ridotte delle vie interessate, con la forte probabilità di dover sacrificare parcheggi oggi utilizzati anche per la sosta da parte dei residenti.
Con il senso unico nord – sud in viale dei Tigli sarà necessario utilizzare Largo Inviolata, via Baruffaldi, il tratto di viale Martiri nord, viale Trento e via Modl per consentire il rientro ai residenti. Questo aggiungerà mole di mezzi a quelli in entrata verso il centro città e diretti ai parcheggi Terme Romane o al nuovo dell’ex cimitero. Stesso discorso con il senso unico di viale Rovereto che richiederà un circuito per consentire a residenti e turisti il rientro verso la zona est della città.
Non dobbiamo dimenticare che abbiamo un lungolago alquanto frequentato nei mesi estivi (e non solo); circostanza che, talvolta, richiede l’intervento di mezzi di soccorso ed il senso unico su viale Rovereto (abbinato alla pista ciclabile ed ai marciapiedi) non lascia presagire possibilità di percorsi agevolati per mezzi di soccorso.
Attualmente su viale Rovereto è presente la sede dei Vigili del Fuoco che, dalle scelte previste, non avranno vita più facile.
E quali decisioni saranno prese circa il trasporto pubblico di linea extraurbano, spesso utilizzato dai turisti in virtù delle fermate disposte lungo l’asse di viale Rovereto? Non dimentichiamo i bus turistici diretti agli alberghi affacciati su viale Rovereto? Oppure alle navette che saranno necessarie per il trasporto di clienti qualora siano individuate specifiche zone di scarico passeggeri.
Viale Rovereto a senso unico richiederà l’utilizzo di via Monte Brione, trasformandola in una sorta di mini-circonvallazione; ed i malumori già si sentono oggi.

Ultimo pensiero: è davvero il caso di scavare un nuovo tunnel sotto il monte Brione quando già oggi presenta segni di cedimento sempre più frequenti?
Semplici domande e qualche dubbio che, a mio avviso, dovrebbero portare ad ulteriori valutazioni. Le mie sono considerazioni da non tecnico; sembra vi siano alcune difficoltà nel recepire quanto predisposto nel nuovo piano della mobilità. Ritengo non vi sia un’urgenza nel dover modificare la viabilità: forse prendere più tempo per far capire e (magari) raccogliere utili suggerimenti potrebbe essere la “strada” migliore da percorrere.
