Viviamo un periodo socio-economico e politico in costante fibrillazione causa svariate situazioni a livello internazionale ma anche nazionale.
Il nostro territorio subisce le conseguenze di tutto ciò ed il ruolo della politica riveste un’importanza fondamentale, per garantire un cammino che permetta di superare le difficoltà.
Per fare ciò abbiamo bisogno di persone che sappiano includere, unire, garantire un’adeguata mediazione pur mantenendo fermi alcuni valori, non di metodi irruenti e bellicosi.
Nel breve futuro il Partito Autonomista Trentino Tirolese realizzerà il proprio congresso per stabilire il presidente ed il segretario provinciale.
Ho sempre ritenuto Franco Panizza una persona esperta, equilibrata, disponibile e politicamente sempre attiva; dopo l’incontro, organizzato dallo stesso senatore lo scorso 3 luglio, ed il suo pensiero (raccolto dalla stampa nell’articolo del 9 luglio) non posso che confermare la mia piena condivisione sui temi, argomenti ed indicazioni che il Sen. Panizza intende perseguire.
Per meglio comprendere i suoi intenti mi permetto di riassumere le linee guida proposte nel suo intervento:
FRANCO PANIZZA: VI SPIEGO IL CAMMINO DEL PATT
Il nostro sforzo è stato quello di individuare delle vere e proprie linee guida in grado di orientare, anche nel medio e lungo periodo, l’azione di partito e i messaggi da trasmettere, sia al suo interno che alla realtà trentina. Queste linee guida sono sostanzialmente dieci.
- La prima non può che riguardare i valori che per noi sono responsabilità, competitività, inclusione. Il nostro compito è quello di saper reagire non solo appellandoci alla nostra storia e alle garanzie statutarie, ma dimostrando che l’Autonomia siamo stati in grado di usarla bene con responsabilità e con la capacità di accettare sacrifici quando questi sono giustificati ed equi. In questa prospettiva dobbiamo essere in grado di contrastare la disinformazione e la demagogia che è cresciuta soprattutto intorno alle regioni speciali. Dobbiamo dimostrare che noi diamo allo Stato, con le nostre tasse, molto di più di quello che riceviamo per gestire la nostre competenze. Dobbiamo dimostrare di essere modello virtuoso a disposizione del Paese e non un privilegio da togliere.
- La seconda linea guida punta sulla necessità di combinare passato e futuro. Sarà un processo difficile, questo, che richiede di rimettere in discussione modelli culturali e abitudini consolidate, per mettere in moto un processo di crescita che sappia valorizzare il molto che fino ad oggi abbiamo saputo costruire, con il molto che vogliamo e possiamo ancora conquistare, come singoli, famiglie, aziende, corpi sociali e istituzioni.
- La terza linea guida si concentra sulla necessità di aprire il Trentino. Non possiamo pensare che il mondo si fermi ai nostri confini o che i nostri confini siano i confini del mondo. Il Trentino è un territorio piccolo, non ha concentrazione di capitali e il numero stesso dei suoi abitanti è pari al quartiere di una metropoli. Peraltro non vogliamo snaturare la nostra identità, perciò non possiamo e non vogliamo diventare diversi da quello che siamo. Dobbiamo essere in grado di trasformare il nostro territorio in una piattaforma aperta. Dobbiamo attirare talenti, capitali e capacità organizzativa, anche creando un sistema più forte di alleanze territoriali, a cominciare dal rilancio dell’Euregio.
- Con la quarta linea guida intendiamo investire su noi stessi a cominciare dai giovani. Sulla scuola non vogliamo essere secondi a nessuno. Puntiamo sulla formazione: più tempo trascorso nella scuola è più tempo speso per crescere. Portiamoci all’altezza della migliore Europa.
- La quinta linea guida chiama in causa la classe dirigente. La nostra è una buona classe dirigente, ma non possiamo avere dirigenti a vita, ma dobbiamo far circolare le competenze, i talenti, aprire possibilità ai più giovani, innovare potendo avere anche competenze professionali d’ E tutto questo vale ancor più se pensiamo alla politica. Dobbiamo sincronizzare la nostra struttura pubblica con i contenuti e la velocità del mondo.
- La sesta linea guida interessa la semplificazione delle istituzioni, rafforzando il potere dei cittadini. Un analogo sforzo di semplificazione, come già sta avvenendo, deve essere riservato a quelle norme e procedure che non favoriscono ma frenano lo sviluppo del Trentino e delle sue imprese.
- La settima linea guida riguarda l’affermazione del Made in Trentino come stile di vita. Un Trentino aperto al confronto globale ma, nel contempo, in grado di alimentare la sua specialità, la sua unicità, la sua irripetibilità. Questo è l’unico modo di stare con successo nella realtà di oggi e, ancor di più, in quella che verrà.
- L’ottava linea guida interessa la misura dei risultati, non solo delle procedure: le risorse che dal pubblico si spostano al privato devono trovare una valutazione dell’impatto che hanno prodotto. Se vogliamo essere competitivi nel nostro sistema economico e sociale, dovremo assumere la misura delle azioni come nostra guida assoluta quando si tratta di risorse pubbliche.
- La nona linea punta ad accrescere la cultura del rischio. Le risorse pubbliche devono intervenire solo in alcuni momenti della vita aziendale: all’inizio, se c’è bisogno di un capitale aggiuntivo, in alcune azioni decisive, come l’internazionalizzazione, e alla fine, nei casi in cui si creino delle emergenze anche di carattere sociale, oltre che economico. C’è un rischio che devono assumere i professionisti; chi eroga servizi pubblici; persino le singole persone, quando pensano alla loro formazione, che oggi è formazione continua, senza posa, perché i cambiamenti arrivano prima ancora che diventino conoscenza consolidata.
- L’ultima linea guida riguarda la capacità di togliere per aggiungere. Non sempre, e non necessariamente, il meglio si raggiunge aggiungendo, in qualche caso bisogna anche togliere. Dobbiamo togliere gli oggetti che non ci servono, le regole che ostacolano invece di garantire, gli apparati che appesantiscono e imprigionano risorse. Questo vuol dire anche togliere volumi inutili per restituire parchi, bosco, respiro alle valli e alle città; togliere progetti pubblici sproporzionati, per aggiungere un senso di equilibrio alle cose; togliere traffico per aggiungere salute e sicurezza alle nostre strade; togliere gli incentivi per aggiungere efficacia e responsabilità alle imprese; togliere burocrazia per aggiungere semplicità e chiarezza al rapporto tra cittadini e servizi pubblici.
