Sono davvero dispiaciuto per il fatto di non essere riusciti a raggiungere un voto che permettesse l’avvio dell’iter urbanistico per trasformare l’area ex Cattoi in un parco pubblico che, unito a quello della Miralago, creasse un grande polmone verde della città.
All’interno di tale area sarebbe possibile creare spazi ed attrezzature per tutti, dai piccoli ai grandi, dallo sport allo spettacolo; inserire nel contesto spiaggia uno spazio vivibile e fruibile da tutti, in grado di incrementare l’appeal della città.
Stupisce il clamore politico che si è sviluppato dopo l’acquisizione dell’area da parte della società VR101214 Srl: l’area ex Cattoi è da sempre di proprietà privata; con l’adozione del Piano Fascia Lago, nell’anno 2007, era possibile creare degli edifici e spazi che avrebbero riqualificato l’area. Eppure, all’epoca, non è stato sollevato alcun interesse politico a sostegno di tale intervento; forse in senso contrario, ma non di certo a supporto della società Lacos che ne era proprietaria e che avrebbe potuto edificare l’area.
Alcuni consiglieri comunali hanno, con molta probabilità, pensato più alla prossima campagna elettorale ed ai relativi appostamenti politici, creando una situazione che, ai più, è risultata poco comprensibile.
Si è scelto, per il momento, di sottrarre alla politica la possibilità di confrontarsi nei vari passaggi di adozione della variante 13; l’atteggiamento dei consiglieri di minoranza ha messo nelle mani di un tecnico (Commissario ad acta) i vari passaggi della variante al PRGI.
Comprendo le diverse idee ma non riesco a comprendere alcune posizioni assunte da colleghi consiglieri. Alcune divergenze evidenziate nella proposta formulata dall’Amministrazione Comunale potevano essere risolte nel corso dell’iter di variante; non vorrei avesse “vinto” la paura nel dover assumere decisioni nei confronti di imprenditori che hanno mostrato una particolare determinazione nel difendere i propri interessi.
Va evidenziato che, gli stessi imprenditori, hanno manifestato un atteggiamento dubbio circa le loro reali intenzioni: se da un lato hanno proposto un ricorso per mantenere in vigore il Piano di comparto presentato al Comune alla scadenza del vecchio piano attuativo; dall’altra (durante la fase di partecipazione della città) hanno espresso il disinteresse a realizzare tale progetto in sede di uno nuovo.
Un atteggiamento perlomeno ambiguo che lascia intravvedere una sorta di supponenza ed una sorta di gioco a nascondino con l’Amministrazione Comunale.
Atteggiamento evidenziato anche nella sentenza del TAR di Trento che ha respinto il ricorso contro il rigetto, da parte del Comune di Riva del Garda, all’istanza proposta dalla società VR101214 Srl. Per chi fosse curioso, di seguito, è possibile leggere alcuni dei passaggi salienti della stessa sentenza:
Auspico che la Provincia di Trento provveda a nominare il Commissario ad Acta per fare in modo che l’iter possa avere l’opportunità di procedere il proprio cammino.
Diversamente, in un senso o nell’altro, i concittadini sapranno certamente fare le dovute considerazioni su quanto accaduto e sulla possibile opportunità persa.
