di | 28 Dic, 2019 | COMUNICATI STAMPA

Manifesto comunicazione non ostile

In data 23 dicembre è stata presentata una mozione, all’oggetto “Manifesto comunicazione non ostile”, sottoscritta da 14 consiglieri comunali.

Mi sono permesso di sottoporla ai colleghi consiglieri ritenendo vi sia la necessità di riportare il confronto verbale politico in una dimensione più idonea rispetto all’attuale momento.
Riprendendo un’iniziativa, partita a livello parlamentare, che intende invitare ad abbassare i toni verbali, sia direttamente che tramite qualsiasi forma mediatica, in diversi ambiti della vita sociale (politica, scuola, sport, pubblico impiego, scienza ed infanzia, ho raccolto il favore di gran parte dei componenti del Consiglio Comunale di Riva del Garda che condividono la necessità di impegnarsi per raggiungere l’obbiettivo.

La mozione sarà iscritta all’ordine del giorno accodandosi alle altre già presentate; l’auspicio è che possa essere trattata prima della campagna nelettorale del 2020 ma, essendo firmata da più della metà dei consiglieri, la si potrebbe considerare già approvata.

Fa molto piacere riscontrare tale adesione, soprattutto per il fatto di aver già preso un impegno con la firma in calce alla stessa mozione.

Altri comuni la hanno già approvata; il mio pensiero è che, partendo anche dal solo comune, si possa lanciare un messaggio che permetta una riflessione generale e, nello stesso tempo, impegnare la politica ad assumere quel ruolo di esempio positivo per creare la base per un ritorno del confronto meno urlato e maggiormente approfondito.

La mozione, oltre che dal sottoscritto, è stata firmata dai seguenti assessori e consiglieri: Accorsi, Gatti, Zanoni Alessio, Caproni, Bollettin, Bertoldi, Benamati, Giuliani, Iandarino, Betta, Zanoni Silvano, Bazzanella e Campisi.

Di seguito il testo integrale della mozione:

Oggetto: Manifesto della comunicazione politica non ostile.

Il potere delle parole: commuovono, scaldano il cuore, valorizzano, danno fiducia, semplicemente uniscono… E poi ci sono tweet, post e status: feriscono, fanno arrabbiare, offendono, denigrano, inesorabilmente allontanano. Perché se è fottutamente vero che i social network sono luoghi virtuali dove si incontrano persone reali, allora viene da domandarsi chi siamo e con chi vogliamo condividere questo luogo.

Parole O_Stili ha l’ambizione di essere questo: l’occasione per ridefinire lo stile con cui stare in rete e magari diffondere il virus positivo dello “scelgo le parole con cura”, perché “le parole sono importanti”.

PREMESSO CHE:

Il “Manifesto della comunicazione non ostile” è una carta che raccoglie 10 princìpi di stile, scritto a più mani dalla community, con l’obiettivo di ridurre, arginare e combattere i linguaggi negativi che si propagano facilmente in Rete.

Con questa iniziativa si vuole proporre un momento di riflessione e ricerca di una modalità meno ostile di vivere la rete. È evidente che l’odio non nasca “in rete” ma nasce dai contesti sociali in cui quotidianamente viviamo come è altrettanto evidente che tale odio abbia nei canali di comunicazione moderni una amplificazione enorme e immediata. Il momento di riflessione ha portato a una raccolta comune (e aperta a chiunque) di idee e principi che sono sfociati nella redazione di un manifesto.

CONSIDERATO CHE:

Il Manifesto della comunicazione non ostile è un impegno di responsabilità condivisa.

Vuole favorire comportamenti rispettosi e civili.

Vuole che la Rete sia un luogo accogliente e sicuro per tutti.

Grazie ad un lavoro di partecipazione collettiva, il Manifesto è stato poi declinato per diversi ambiti: per la politica, per la pubblica amministrazione, per le aziende, per l’infanzia per lo sport e per la scienza.

Tutto è partito la scorsa estate da un gioco di parole che ha favorito il confronto di tanti professionisti uniti da un’unica finalità: definire uno stile diverso con il quale stare in rete.
Da qui è nato il Manifesto della comunicazione non ostile, 10 principi scritti a cento mani e con il contributo della rete, per combattere i linguaggi negativi che qui si propagano. Perché se è vero che sul web ci sono luoghi virtuali dove si incontrano persone reali, allora viene da domandarsi chi siamo e con chi vogliamo condividere questi spazi (ormai importanti) della nostra vita.
Usare un linguaggio non violento in rete, nella vita reale e anche in politica.

DATO ATTO CHE:

L’ 8 marzo è stato lanciato alla Camera dei Deputati l’appello #cambiostile per un confronto elettorale basato sulla forza delle idee e non sulla violenza degli insulti e l’inganno delle notizie false, proprio in vista delle prossime elezioni europee e comunali. Sono già 220 i politici appartenenti a tutti gli schieramenti che hanno firmato il Manifesto.

C’è però ancora tanta strada da fare, e la possiamo percorrere solo con l’appoggio dei rappresentanti delle istituzioni che ogni giorno lavorano per difendere gli interessi di tutti noi.

La loro voce, infatti deve essere di esempio soprattutto in questa delicata fase politica che invita gli italiani a una scelta importante. Il 73% degli intervistati afferma che la violenza verbale pubblica ha conseguenze sulla vita reale delle persone prese di mira e nel 72% dei casi la ritiene una forma verbale molto grave di aggressione dell’altro. Il 70%, poi, è d’accordo nel considerare l’hate speech (odio) come un riflesso delle tensioni presenti nella nostra società e il 74% la ritiene come una forma molto grave di aggressione.

Ad essere più preoccupate sulle conseguenze che hanno nella vita reale le «parole ostili» sono le donne (70% delle donne vs 63% degli uomini), mentre i giovani (fascia 18/34) associano maggiormente l’hate speech virtuale alla vita reale (68% rispetto al 61% del resto della popolazione). Il 62% dei giovani si è imbattuto in messaggi d’odio, ma il 79% sostiene di non averne mai inviati, anche se poi dichiarano che sono i più propensi a farsi prendere la mano dal clima acceso della discussione (43%, rispetto al 33% del totale popolazione italiana). L’84% dei giovani dichiara di ponderare con attenzione la frase prima della pubblicazione per evitare di offendere qualcuno, molti di più rispetto alla popolazione italiana che lo fa nel 73% dei casi.

La diffusione che ha avuto il Manifesto nelle sue prime settimane di vita ha dimostrato che c’è una grande voglia di reagire ai linguaggi ostili che inquinano le relazioni e la rete nell’ambito della politica, della pubblica amministrazione, delle aziende, dell’infanzia, dello sport e della scienza.

Premesso quanto sopra

IL CONSIGLIO COMUNALE
IMPEGNA
IL SINDACO, LA GIUNTA COMUNALE E
CIASCUN CONSIGLIERE COMUNALE

. a firmare un impegno spontaneo e personale, affinché il dibattito sia concentrato su contenuti e idee orientati al bene comune, attraverso un linguaggio rispettoso e non ostile, evitando che la rete possa diventare una zona franca dove tutto è permesso ed educando invece alla responsabilità le community di riferimento.
Un’applicazione pragmatica sui toni e lo stile da adottare durante i confronti e i dibattiti con gli avversari, siano essi online oppure offline.

. Ritenendo che un clima avvelenato nuoccia alla politica e al futuro del Paese, se si crede che il confronto politico possa essere sì duro, ma mai incivile e scorretto e se si è convinti che, sia online che offline, la prossima gara elettorale vada vinta con le idee e la forza delle proposte, non con la violenza degli insulti e l’inganno delle notizie false, sottoscrivere i dieci principi del Manifesto della comunicazione non ostile e a dire: io #cambiostile.

Share This