Da quando ho iniziato a praticare politica attiva mi è sempre stato insegnato che, nei momenti intricati, si possono utilizzare due strategie: la schermaglia ed il confronto. La prima può segnalare un’insoddisfazione ma la seconda può e deve essere il metodo per risolvere.
Il mio percorso all’interno del Patt di Riva del Garda è stato difficile sin dall’avvio dell’attuale consigliatura; ho sempre ricercato il basso profilo, mediando in più occasioni (sfruttando anche il ruolo di Presidente del Consiglio) le divergenze che potevano nascere tra il gruppo consigliare e la componente di maggioranza. Questo mi ha portato a diventare, per molti componenti del Patt, l’uomo “filo Mosaner”.
Posso affermare con certezza che, se sono dipendente da qualcuno o qualcosa, ritengo di essere “filo pensiero Pederzolli”.
Anche in questo periodo ho seguito le posizioni del partito circa la questione Bollettin. Pur non condividendo appieno il metodo inizialmente adottato per affrontare la problematica, ho seguito il percorso del partito, salvo esprimere un pensiero contrario sulla scelta di rifiutare il confronto con le segreterie politiche di maggioranza. Anche nell’indicazione della collega Betta in Commissione Urbanistica non ho posto pregiudizi.
Oggi leggo questa nuova iniziativa di non partecipare alla Commissione Urbanistica convocata per proseguire il lavoro di revisione del Piano Fascia Lago causa la dichiarata (o presunta a seconda delle posizioni) incompatibilità della collega di gruppo.
Non riesco a comprendere il motivo di questa scelta che non mi trova per nulla d’accordo.
L’autosospensione di Silvia è un atto di responsabilità davanti ad una situazione che vede posizioni diverse: ma per un consigliere del Patt che risulta incompatibile, altri sono idonei ad essere presenti in commissione. Quindi il partito può essere presente e portare le proprie idee, almeno che non si ritenga che qualcuno non faccia più parte della squadra. O forse, come definisce il giornalista, la questione è solo un “casus belli”?
Se come gruppo o partito abbiamo qualcosa da sistemare, con il Sindaco o con la maggioranza, ritengo sia indispensabile un confronto, non il sottrarsi o il defilarsi in attesa di chissà quale soluzione.
Nel Piano Fascia Lago è compresa la delicata Area Cattoi, argomento tanto caro a molti consiglieri, sulla quale si è spesso ripetuta la necessità di non perdere tempo per consentire la sua riqualificazione e, contestualmente, restituire alla città un’area strategica in condizioni che accrescano la qualità della zona prospicente il lago.
Personalmente sono compatibile alla partecipazione alle riunioni di commissione e, pertanto, mi metto a disposizione. Se il capogruppo riterrà di indicarmi quale sostituto non mi tirerò indietro, ritenendo di dover assolvere ad un impegno di responsabilità assunto con la candidatura nella componente di maggioranza comunale.
La credibilità del gruppo, a mio avviso, non viene misurata solo dalla forza delle “prove muscolari” ma anche dalla capacità di superare qualche contrarietà e di saper contribuire al raggiungimento di un obbiettivo. Siamo in fase di stesura del bilancio comunale e in piena riprogrammazione della Fascia Lago, argomenti che permettono di incidere e di programmare obbiettivi da realizzare. Essere assenti non è il modo per cogliere queste opportunità.


